Acea: i valori e il contributo alla sostenibilità

La programmazione e l’erogazione dei servizi di pubblica utilità, come quelli curati da Acea, sono attività fondamentali per garantire e promuovere lo sviluppo sociale, ambientale ed economico di una comunità.
Operare nella prospettiva di assicurare la fruizione di servizi essenziali in linea con le istanze della collettività e con i dinamici bisogni degli operatori economici, in coerenza con il rispetto delle caratteristiche ambientali del territorio, richiede una profonda consapevolezza del proprio ruolo e del relativo impegno.

Per essere adeguato a tale impegno, in termini non solo di uomini e di dotazioni impiantistiche, ma anche e soprattutto di regole di condotta, valori guida responsabili e sistemi di gestione - che legano insieme e danno un significato durevole agli atti quotidiani - il Gruppo Acea si è dotato di codici valoriali, di politiche15 e di strumenti appropriati ad attuare il governo responsabile dell’impresa, dandone testimonianza anche nel report di sostenibilità.

BOX - IL CODICE ETICO DEL GRUPPO ACEA, EDIZIONE 2012

Il Codice Etico è uno strumento volontario di autoregolamentazione attraverso il quale Acea afferma e declina i valori, i principi e gli standard comportamentali che devono guidare l’agire proprio e degli stakeholder nei rapporti reciproci.

Nella nuova edizione del Codice Etico del Gruppo, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Acea nel febbraio 2012, e diffusa in aprile, a superamento della precedente edizione 2004, sono stati ribaditi e in alcuni casi definiti più puntualmente sia i contenuti presenti nella precedente edizione dello stesso Codice Etico sia negli altri codici valoriali previgenti, integrando nell’unico documento anche i contenuti della Carta dei Valori e del Codice Etico degli Appalti. Il concetto stesso di sostenibilità, ad esempio, è stato più opportunamente declinato ed inserito, per la prima volta, tra i Principi etici generali.

Il documento è costruito con un elevato livello di dettaglio nella enunciazione dei comportamenti a cui viene riconosciuta valenza etica positiva o negativa nei rapporti con le parti interessate (dipendenti e clienti, azionisti e mercato, istituzioni, pubblica amministrazione, partiti politici e sindacati) e vengono affrontati specifici temi sensibili (conflitti di interessi, tutela dell’ambiente, concorrenza, tutela della privacy di lavoratori e clienti).

Sono stati inoltre introdotti espliciti riferimenti ai doveri di segnalazione delle violazioni ed è stata predisposta una specifica procedura che regola le modalità per la ricezione, la gestione, l’analisi delle segnalazioni, nonché le modalità di rendicontazione ai vertici aziendali e al Comitato Etico.

15 I testi integrali dei codici valoriali – Missione del Gruppo Acea, Politica Qualità Ambiente Sicurezza ed Energia, Codice Etico del Gruppo, Politica della Protezione – sono disponibili nella intranet aziendale e nel sito www.acea.it.

TABELLA N. 10 - ALCUNI STRUMENTI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA RESPONSABILITÀ SOCIALE IN ACEA

TABELLA N. 10 - ALCUNI STRUMENTI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA RESPONSABILITÀ SOCIALE IN ACEA

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La riflessione che Acea conduce sui concetti e sulle applicazioni della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità è opportunamente orientata anche dagli sviluppi che tali materie vivono, in sede nazionale e internazionale, in ambito accademico, istituzionale e industriale. Nel 2012 sono state prese due importanti iniziative pubbliche: la prima è stata la definizione, da parte del Governo Italiano, di un Piano d’azione nazionale sulla RSI, attraverso il quale formulare, grazie ad un ampio dibattito con le parti interessate, gli indirizzi e le posizioni da sviluppare nel Paese sul tema, anche in ossequio alla forte spinta promotrice dell’Unione Europe che ribadisce il ruolo determinante della RSI nelle politiche future. La seconda iniziativa, altrettanto significativa, è stata la creazione da parte dell’Antitrust italiana dello strumento del rating della legalità, che prospetta agli operatori economici che operano in Italia vantaggi concreti, in termini di bancabilità e accesso ai finanziamenti pubblici, per coloro che, tra l’altro, dimostrino di interiorizzare principi e prassi di corporate social responsibility. (vedi il box dedicato). A livello internazionale, il 2012 è stato l’anno della Conferenza ONUn sullo sviluppo sostenibile “Rio+20”, denominata così essendosi svolta a distanza di 20 anni dal primo vertice mondiale sul tema tenutosi nella stessa città di Rio de Janeiro. In tale summit - per un dettaglio sul quale si rinvia al box dedicato nella sezione Le relazioni con l’ambiente - sono stati approfonditi i temi della green economy e della governance mondiale per lo sviluppo sostenibile.

BOX - IL PIANO D’AZIONE NAZIONALE SULLA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA (PAN-RSI)

Sul finire del 2012, in riscontro alla Comunicazione della Commissione Europea n. 681/2011 (Strategia rinnovata dell’UE per il periodo 2011-2014 in materia di responsabilità sociale delle imprese), il governo italiano ha presentato il proprio Piano d’Azione Nazionale sulla Responsabilità Sociale d’impresa per il biennio 2012-2014. Tale documento, attuato sotto l’egida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dello Sviluppo Economico, costituisce innanzitutto un compendio ufficiale delle migliori pratiche ed esperienze di RSI attuate sul territorio italiano da soggetti pubblici, enti locali, imprese singole o organizzate, centri di ricerca, società civile e terzo settore. Partendo da questo bagaglio di ricche esperienze, l’obiettivo del Piano è quello di delineare azioni prioritarie e interventi tesi a perseguire a livello aggregato nazionale, con la partecipazione degli stakeholder, obiettivi di sostenibilità coerenti con il disegno comunitario più ampio.

Tali obiettivi sono elencati in sei punti: 1) aumentare la cultura della responsabilità presso le imprese, i cittadini e le comunità territoriali; 2) sostenere le imprese che adottano la RSI; 3) contribuire al rafforzamento degli incentivi di mercato per la RSI; 4) promuovere le iniziative delle imprese sociali, delle organizzazioni di terzo settore, di cittadinanza attiva e della società civile; 5) favorire la trasparenza e divulgazione delle informazioni economiche, finanziarie, sociali e ambientali; 6) promuovere la RSI attraverso gli strumenti riconosciuti a livello internazionale e la cooperazione internazionale.

Allo scopo di rendere quanto più ricco e diffuso il sostegno al Piano d’azione nazionale e in considerazione della natura multidisciplinare delle tematiche, il governo ha aperto alla consultazione pubblica il documento, sollecitando il contributo di ogni soggetto interessato, per portare successivamente all’attenzione degli organismi europei, per la prima volta, una
posizione che esprima tutte le voci del sistema Paese sulla RSI.

BOX - RATING DELLA LEGALITÀ

Il Decreto Legge sulle “Liberalizzazioni” del 2012, come modificato e convertito da ultimo dalla L. 62/2012, ha arricchito i compiti dell’Antitrust quale istituzione atta a “promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali”. In tale prospettiva, l’Autorità, oltre a poter segnalare al Parlamento nazionale le modifiche di legge utili a dare impulso alla business ethics, è stata incaricata di elaborare e attribuire un sistema di rating della legalità che stimola un rinnovato, qualificato e premiante rispetto dei requisiti ESG (environmental, social, governance) da parte delle imprese. L’attribuzione del rating, infatti, come previsto dal regolamento attuativo emanato dalla stessa Autorità, avrà effetti rilevanti sulla concessione di finanziamenti pubblici e sull’accesso al credito bancario. Per ottenere tali benefici, le imprese che presenteranno istanza all’Antitrust dovranno dimostrare il possesso di determinati requisiti, tra i quali risultano fondamentali: l’assenza di provvedimenti di condanna di natura antitrust, fiscale ed in tema di igiene e sicurezza sul lavoro nel biennio precedente la richiesta, il corretto pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali, assicurativi e contributivi, nonché la compliance al D. Lgs. n. 231/01.

Il rispetto dei suddetti stringenti requisiti permetterà all’impresa di vedersi riconosciuto un rating di base che potrà essere incrementato in concomitanza alla sussistenza di ulteriori elementi premianti. Tra questi il regolamento ha incluso l’adozione di processi volti a garantire forme di corporate social responsibility e l’inclusione in indici di sostenibilità.

L’impatto di queste nuove disposizioni, che inciderà, come ricordato, sulla bancabilità delle imprese, allarga i metodi di valutazione dell’operato aziendale, non limitandolo ai risultati economici e finanziari ma contemplando aspetti di legalità, correttezza gestionale e principi di sostenibilità.